Wolvix 1.1.0 Stable Release, il lavoro estivo di Wolven.

E’ stata rilasciata la versione stabile 1.1.0 di Wolvix, la distribuzione leggera che ha Xfce come window manager, derivata da Slax. Slackware.

Sono disponibili due versioni: “light” Wolvix Cub (240 MB) e quella più “ricca” Wolvix Hunter (480MB), questi i links per il download: Cub e Hunter.

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Wolvix is a LiveDistro built from Slackware and the Linux-Live scripts. It’s a desktop and multimedia oriented Linux distribution designed to suit the needs of regular to advanced desktop users. Wolvix comes with the Xfce desktop environment and the Fluxbox window manager and includes a carefully selected group of development, graphics, multimedia, network and office applications.

I piccoli cambiamenti, rispetto alla recente versione RC2, riguardano la gestione dei moduli Xorg e dei pacchetti con synaptic, mentre tra i principali pacchetti troviamo: Flashplayer 9.0.48.0, Mozilla-Firefox 2.0.0.6, Mozilla-Thunderbird 2.0.0.6, Kino 1.1.0 e Pidgin 2.1.0, la lista completa dei pacchetti di Hunter si trova nella rispettiva sezione del sito.

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Wolvix 1.1.0 RC2, piccoli passi verso la stable release

Quelli che per noi sono solo piccoli passi, piccoli numeri, per Kenneth Granerud, a.k.a Wolven, manutentore di Wolvix, sono stati credo ore e ore di codice (e di stress) per risolvere i noiosi bugs che affliggevano la precedente release RC1.
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Finalmente l’annuncio della seconda release candidate di Wolvix 1.1.0 sia Cub che Hunter:

“This release should be pretty stable and solid, but I want to give it one more round of testing before I call it final. All reported bugs from RC1 have been addressed, such as the problem with booting from USB flash drives. GTK+2 has been upgraded to version 2.10.13 to get rid of the annoying ‘flicker bug’ in Fluxbox. The NTFS problem I introduced when trying to solve the USB boot issue, has also been corrected. There are some minor changes in the packages selection…

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Wolvix 1.1.0 RC1 Development Release, distribuzione basata su slax.

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E’ stata rilasciata la versione 1.1.0 RC1 di Wolvix, distribuzione basata su slax, una versione di sviluppo con miglioramenti rispetto alla beta di poco tempo fa, la grafica usata e la dotazione di software “di serie” la rendono competitiva e versatile. L’installazione è possibile su pendrive o partizione dedicata. Le versioni rilasciate sono due: Cub (241 MB) e Hunter (482 MB), con differenze che riguardano solo i pacchetti installati. Entrambe sono scaricabili dai mirrors.

I cambiamenti più significativi:

Kernel 2.6.21.5, Linux Live 6.1.4, GNOME 2.18.2, KDE 3.5.7, Mozilla Firefox 2.0.0.4, Xfce 4.4.1, Pidgin version 2.0.2, GIMP 2.2.15.
Il window manager si può scegliere tra Xfce, bello e leggero e Fluxbox leggerissimo per hardware datato. E’ possibile installare kde o gnome con l’uso di gslapt, un package manager che ricorda le interfacce a apt (adept, synaptic)
In Wolvix 1.1.0 RC1 è stato riorganizzato il menu e aggiunto bootsplash, e migliorati gli scripts per le schede PCMCIA.

Grazie Wolven!

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Wolvix 1.1.0 beta, slax con Xfce e Fluxbox

La versione 1.1.0 beta di Wolvix, distribuzione basata su slax, pur essendo una versione di sviluppo, appare come uno strumento potente sia per il networking che per il desktop, anche per la dotazione software di base. Il sistema può essere tenuto aggiornato e ampliato con slapt-get sia da riga comando che con il suo front-end. I windows manager sono Xfce e il leggerissimo fluxbox.

Le versioni rilasciate sono due:

Wolvix Desktop Edition 1.1.0 BETA

Wolvix Cub 1.1.0 BETA

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USB boot con wolvix: ovvero slax con xfce

Wolvix è una distribuzione basata su slax molto leggera e versatile, che adotta Xfce come ambiente desktop, orientata al multimedia e all’uso desktop. Le versioni attuali sono:

Wolvix Cub Final 1.0.5 (241MB)
Wolvix Hunter 1.0.5. (483MB)

che possiamo scaricare da qui.

Esiste anche una versione alpha disponibile solo come bittorrent, scaricabile da qui.

Visto che non ho trovato una guida ufficiale per il boot da USB, ho seguito quanto fatto in precedenza per slax, effettuando le prove su tutte e tre le immagini ISO. Il procedimento prevede l’estrazione e la copia del contenuto nella pendrive e l’installazione di syslinux. Di seguito vedrete gli esempi con la release alpha2, ma il concetto è valido anche per le altre.

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